America e Italia: il liceo Cairoli di Pavia sfata gli stereotipi

Come ci vedono gli americani e cosa pensiamo noi dell’America? Durante lo scorso anno scolastico (nel periodo marzo-maggio) i ragazzi della 2FL del liceo Cairoli di Pavia hanno risposto a questa ed altre domande grazie al progetto di scambio culturale online “La confutazione degli stereotipi”, incentrato sulla conoscenza approfondita dei due stati proprio attraverso i loro stereotipi.

L’idea del progetto è nata in autunno – spiega il professor Luca Pirola, ideatore del progetto – assieme a Joseph Larrimer, insegnante di Hammond vicino Chicago, pensando ad uno scambio epistolare con i suoi alunni proprio sugli stereotipi Italia-America“.

Nasce quindi come progetto di geografia ma prosegue come un lavoro volto alla scoperta di un’altra cultura, quella americana: “Ho proposto a Joseph un progetto online in cui si condividevano le idee, sulla piattaforma Padlet riservata solo agli utenti che comunicavano in lingua inglese”.

Nella fase iniziale del progetto gli studenti, americani e italiani, hanno girato dei filmati presentando la propria città, la scuola e la loro giornata tipo. “Poi è arrivata la fase della descrizione dello stereotipo “La mia idea di America/Italia è”. La nostra idea degli Usa è molto artefatta dai film, ma con i ragazzi americani abbiamo scoperto come l’America sia rurale, profonda e diversa” continua Pirola.

Qual è la visione americana dell’Italia? Spaghetti, mandolino e mafia? Ebbene, i ragazzi della 2FL si sono concentrati anche su quest’ultimo concetto: spiegare cosa sia veramente la mafia attraverso le figure importanti di Falcone e Borsellino. “I ragazzi sono partiti dall’illustrare la mafia attraverso la sua definizione, il fenomeno complesso e la lotta a questo sistema, descrivendo soprattutto un’Italia diversa dalla mafia. Inoltre, è stato valido il contributo di due miei studenti originari della Calabria e della Campania che hanno raccontato magistralmente il fenomeno”.

Ma non sono stati studiati solo stereotipi negativi: “È stato divertente scoprire come gli americani ci vedano tutti come Super Mario e che l’idea dell’Italia sia mediata dalla cultura popolare americana: l’italiano migrante. Gli americani di origine italiana si sentono italiani anche se non ci sono mai stati”.

La parola “Italia” e la frase “essere italiano” richiamano l’idea di storia: “Ci reputano dei grandi conoscitori della storia, dell’arte e della moda” dice il professore.

Infine, i nostri studenti hanno ragionato sugli stereotipi americani anche attraverso i telegiornali, il sogno americano come terra di libertà e l’uso delle armi”.

Il progetto del prof. Pirola continuerà, anche in questo nuovo anno scolastico che è alle porte, proprio perché c’è ancora tanto da scoprire: “La diversità e la comprensione di se stessi e degli altri sono state le sue basi fondamentali, per questo proseguirà” conclude.

Il lavoro di Luca Pirola e dei ragazzi della 2FL fa capire come la storia e la geografia non siano delle semplici pagine da studiare forzatamente. Anzi. È la prova lampante di come tali materie possano essere toccate con mano, attraverso la curiosità e la voglia di studiare in modo diverso e mirato alla comprensione che rimarrà sempre.

In questo modo, la scuola porta davvero ad aprire la mente.

Caterina Caparello.

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